Il gatto selvatico (Felis silvestris SCHREBER, 1777) è mammifero carnivoro, appartenente alla famiglia dei Felidi. La sottospecie europea di gatto selvatico (Felis silvestris silvestris) abita le foreste dell’Europa occidentale, centrale e orientale. Il suo nome latino significa “gatto dei boschi”; querceti e faggete sono infatti gli habitat a cui risulta strettamente legato. Il gatto selvatico europeo è l’unico mammifero della fauna italiana ad avere il mantello disegnato in modo articolato e complesso che nell’adulto costituisce un modello diagnostico. Ha abitudini prevalentemente notturne, è molto cauto nei confronti dell’uomo e cerca sempre di non avvicinarsi alle zone abitate. Animale solitario, si nutre principalmente di micromammiferi, con una predilezione per i piccoli roditori. Questa specie, originariamente distribuita su tutto il continente europeo, ha subito nei secoli una diffusa rarefazione; oggi in Italia la specie mostra discrete tendenze all’espansione del proprio areale. I principali fattori di rischio per la sopravvivenza di questa specie sono l’ibridazione con i gatti domestici, le malattie che questi ultimi possono trasmettere e la competizione con gli esemplari randagi; ma anche la continua distruzione, la frammentazione e il degrado dell’habitat. La specie è inclusa nell’appendice II della CITES, nell’appendice IV della direttiva Habitat e nell’appendice II della Convenzione di Berna ed è inserito tra le specie di interesse comunitario che richiedono protezione rigorosa.