Il melo selvatico (Malus sylvestris) è una specie distinta dal melo domestico (Malus domestica) dal quale ricaviamo la classica mela utilizzata in commercio. Diffuso nei boschi mesofili di latifoglie di tutta la penisola, isole comprese, in Umbria la sua presenza risulta sporadica con esemplari occasionali in boschi e arbusteti al di sotto della fascia del faggio. Il sapore acerbo e le piccole dimensioni del frutto lo rendono inappetibile per l’uomo, ma molto apprezzato dalla fauna selvatica. La fioritura è in aprile-maggio, mentre la maturazione dei frutti avviene ad inizio autunno, garantendo cibo per molti mammiferi, che si preparano ad affrontare la stagione invernale. Sui rami di questo esemplare secolare è possibile notare il vischio (Viscum album), una pianta parassita che assorbe acqua e sostanze nutritive dall’ospite. I semi, trasportati dagli uccelli, si insediano nelle fessure della corteccia di alberi e arbusti, dove germogliano e formano i caratteristici cespugli.